Testimonianza raccolta il 17 agosto 2020 a Thures

 

L’aria tersa della montagna, il rumore di fondo del torrente, una commemorazione partigiana hanno offerto lo spunto per il racconto di Maria

L’amore per la montagna ha portato Maria a uscire dalla città e trasferirsi in Val di Susa.
Il papà era operaio, la mamma ha vissuto l’emigrazione nel sud della Francia.
Gli zii erano andati a combattere i fascisti con i maquis francesi e i suo legami con la Resistenza sono forti ancora oggi.
I rifugi Alpini sono sempre stati la sua passione e per lungo tempo anche il suo lavoro.
Anche Maria si avvicina al movimento notav nel 2005 e, tiene a precisarlo, vi si è buttata “a capofitto” ed ha scoperto una comunità vera.
Si definisce una sognatrice, ricorda le iniziative di carattere culturale che nel movimento hanno sempre accompagnato i momenti di lotta, la Maddalena è un ricordo ancora vivo.
Essere militanti notav in alta valle non è facile, il contesto è in genere poco propenso a comprendere e partecipare. In alta valle il movimento notav si è particolarmente attivato per sostenere i migranti che cercano un futuro oltre confine, Maria fa la sua parte.
Guardando al domani si riaffaccia la sognatrice: la sua speranza è che per quella montagna che ama così tanto vi sia un futuro di cura e la devastazione dei cantieri diventi un ricordo

 

Maria è nata a Torino e oggi vive a Cesana Torinese

 

 

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